Diritti del consumatore

Ti sei mai chiesto quali  “Diritti dei Consumatori” puoi pretendere dal venditore?

Vuoi scoprire da dove cominciare?

QUINTARUOTA si pone come obiettivo quello di divulgare il Codice del Consumo
ed educare i Consumatori e i Venditori a prenderne coscienza.

Se devi effettuare un acquisto, devi sapere che anche la compravendita delle auto rientra in questo ambito, ciò che leggerai su QUINTARUOTA dovrai pretenderlo sia da chiunque ti venda la tua auto o la tua moto.

Il Codice del Consumo D.L.gs 206/2005 e il D.Lgs 21/2014 riordina e armonizza le normative concernenti i processi di acquisto e consumo, al fine di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori, di seguito alcuni argomenti tra i più importanti che devi conoscere se stai valutando l’acquisto di un’auto:

  • contenuto minimo delle informazioni;
  • pratiche commerciali scorrette;
  • divieto delle pratiche commerciali scorrette
  • azioni ingannevoli
  • omissioni ingannevoli
  • clausole vessatorie
  • diritti di recesso;
  • ambito di applicazione e definizioni
  • contratti di Conformità;
  • garanzie legali di conformità (diritti del consumatore);
  • termini
  • garanzie convenzionali ulteriori
  • carattere imperativo delle disposizioni;

Il Codice del Consumo fa il suo ingresso in Italia il 6 Settembre del 2005 con il D.L.vo 206/2005, a norma dell’art. 20 comma 1, del D.L.vo 23 Ottobre 2007, n° 221 Ministero Sviluppo Economico, in seguito ad una direttiva CE 99/44 del 25 maggio 1999, mentre il D.Lgs 21/2014 viene entra in vigore dal 13 giugno 2014 in seguito alla direttiva 83/2011.

Contenuto minimo delle informazioni Art.6

  1. I prodotti o le confezioni dei prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, riportano, chiaramente visibili e leggibili, almeno le indicazioni relative:
    1. Alla denominazione legale o merceologica del prodotto;
    2. Al nome o ragione sociale o marchio e alla sede legale del produttore o di un importatore stabilito nell’Unione Europea;
    3. Al paese di origine se situato al di fuori della Comunità Europea;
    4. All’eventuale presenza di materiali o sostanze che possano recare danno all’uomo, alle cose o all’ambiente;
    5. Ai materiali impiegati ed ai metodi di lavorazione ove questi siano determinanti per la qualità o le caratteristiche merceologiche del prodotto;
    6. Alle istruzioni, alle eventuali precauzioni e alla destinazione d’uso, ove ai fini di fruizione e sicurezza del prodotto;

Pratiche commerciali scorrette Art 19:

  1. Il presente titolo si applica alle pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori poste in essere prima, durante o dopo un’ operazione commerciale relativa a un prodotto.
  2. Il presente titolo non pregiudica:
    1. L’applicazione delle disposizioni normativa in materia contrattuale, in particolare delle norme sulla formazione, validità od efficacia del contratto;
    2. L’applicazione delle disposizioni normative, comunitarie o nazionali, in materia di salute e sicurezza dei prodotti;
    3. L’applicazione delle disposizioni normative relative allo stabilimento, o ai regimi di autorizzazione, o i codici deontologici o altre norme specifiche che disciplinano le professioni regolamentate, per garantire livelli elevati di correttezza professionale.
  3. In caso di contrasto, le disposizioni contenute in direttive o in altre disposizioni comunitarie e nelle relative norme di recepimento che disciplinano aspetti specifici delle pratiche commerciali scorrette prevalgano sulle disposizioni del presente titolo e si applicano a tali aspetti specifici.
  4. Il presente titolo non è applicabile in materia di certificazione e di indicazioni concernenti il titolo degli articoli in metalli preziosi.

Divieto delle pratiche commerciali scorrette Art 20

  1. Le pratiche commerciali scorrette sono vietate
  2. Una pratica commerciale è scorretta se è contraria alla diligenza professionale, ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta o del membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori.
  3. Le pratiche commerciali che, pur raggiungendo gruppi più ampi di consumatori, sono idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico di un solo gruppo di consumatori chiaramente individuabile, particolarmente vulnerabile alla pratica o al prodotto cui essa si riferisce a motivo della loro infermità mentale o fisica, della loro età o ingenuità, in un modo che il professionista poteva ragionevolmente prevedere, sono valutate nell’ottica del membro medio di tale gruppo. E’ fatta salvala pratica pubblicitaria comune e legittima consistente in dichiarazioni esagerate o in dichiarazioni che non sono destinate ad essere prese alla lettera.
  4. in particolare, sono scorrette le pratiche commerciali:
    1. Ingannevoli di gli articoli 21, 22 e 23 o
    2. Aggressive di cui gli articoli 24, 25 e 26

Azioni ingannevoli Art 21

  1. E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:
    1. L’esistenza o la natura del prodotto;
    2. Le caratteristiche principali, quali la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l’esecuzione, la composizione, gli accessori, l’assistenza post-vendita al consumatore e il trattamento dei reclami, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, la consegna, l’idoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, l’origine geografica o commerciale o i risultati che si possono attendere dal suo uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sul prodotto;
    3. La portata degli impegni del professionista, i motivi della pratica commerciale e la natura del processo di vendita, qualsiasi dichiarazione o simbolo relativi alla sponsorizzazione o all’approvazione dirette o indirette del professionista o del prodotto;
    4. Il prezzo o il modo in cui questo è calcolato o l’esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo;
    5. La necessità di una manutenzione, ricambio, sostituzione o riparazione;
    6. La natura, le qualifiche e i diritti del professionista o del suo agente, quali l’identità, il patrimonio le capacità, lo status, il riconoscimento, l’affiliazione o i collegamenti e i diritti di proprietà industriale , commerciale o intellettuale i premi e i riconoscimenti;
    7. I diritti del consumatore, incluso il diritto di sostituzione o di rimborso ai sensi dell’articolo 130 del Codice del Consumo.
  2. E’ altresì considerata ingannevole una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o è idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso e comporti:
    1. Una qualsivoglia attività di commercializzazione del prodotto che ingenera confusione con i prodotti, i marchi, la denominazione sociale e altri segni distintivi di un concorrente, ivi compresa la pubblicità comparativa illecita;
    2. Il mancato rispetto da parte del professionista degli impegni contenuti nei codici di condotta che il medesimo si è impegnato a rispettare, ove si tratti di un impegno fermo e verificabile, e il professionista indichi in una pratica commerciale che è vincolato dal Codice.
  3. E’ considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardo prodotti suscettibili di porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, omette di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza.
  4. E’ considerata, altresì, scorretta la pratica commerciale che, in quanto suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, può, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza.

Omissioni ingannevoli Art 22

  1. E’ considerata ingannevole una pratica commerciale che nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, nonché dei limiti del mezzo di comunicazione impiegato, omette informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno in tale contesto per prender una decisione consapevole di natura commerciale e induce o è idonea ad indurre in tal modo il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.
  2. Una pratica commerciale è altresì considerata ingannevole quando un professionista occulta o presenta in modo oscuro, incomprensibile, ambiguo o intempestivo le informazioni rilevanti di cui al comma 1, tenendo conto degli aspetti di cui al detto comma , o non indica l’intento commerciale della pratica stessa qualora questi non risultino già evidente dal contesto nonché quando, nell’uno o nell’altro caso, ciò induce o è idoneo a indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.
  3. Qualora il mezzo di comunicazione impiegato per la pratica commerciale imponga restrizioni in termini di spazio o di tempo, nel decidere se vi sia stata un’omissione di informazioni, i tiene conto di dette restrizioni e di qualunque e di qualunque misura adottata dal professionista per render disponibili le informazioni ai consumatori con altri mezzi.
  4. Nel caso di un invito all’acquisto sono considerate rilevanti, ai sensi del comma 1, le informazioni seguenti, qualora non risultino già evidenti dal contesto:
    1. Le caratteristiche principali del prodotto in misura adeguata al mezzo di comunicazione e al prodotto stesso;
    2. L’indirizzo geografico e l’identità del professionista, come la sua denominazione sociale e, ove questa informazione sia pertinente, l’indirizzo geografico e l’identità del professionista per conto del quale agisce;
    3. Il prezzo comprensivo delle imposte o, se la natura del prodotto comporta l’impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali oppure, qualora tali spese non possano ragionevolmente essere calcolate in anticipo, l’indicazione che tali spese potranno essere addebitate al consumatore;
    4. Le modalità di pagamento, consegna, esecuzione e trattamento dei reclami qualora esse siano difformi dagli obblighi imposti dalla diligenza professionale;
    5. L’esistenza di un diritto di recesso o scioglimento del contratto per i prodotti e le operazioni commerciali che comportino tale diritto.
  5. Sono considerati rilevanti , ai sensi del comma 1, gli obblighi di informazione, previsti dal diritto comunitario, connessi alle comunicazioni commerciali, compresa la pubblicità o la commercializzazione del prodotto.

Clausole Vessatorie Art 33:

  1. Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le pratiche che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
  2. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di:
    1. Escludere o limitare la responsabilità del professionista in caso di morte o danno alla persona del consumatore, risultante da un fatto o da un’omissione del professionista;
    2. Escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento inesatto da parte del professionista;
    3. Escludere o limitare l’opportunità da parte del consumatore della compensazione di un debito vantato da quest’ultimo;
    4. Prevedere un impegno definitivo del consumatore mentre l’esecuzione della prestazione del professionista è subordinata ad una condizione il cui adempimento dipende unicamente dalla sua volontà;
    5. Consentire al professionista di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore se quest’ultimo non conclude il contratto o recede da esso, senza prevedere il diritto del consumatore di esigere dal professionista il doppio della somma corrisposta se è quest’ultimo a non concludere il contratto oppure a recedere,
    6. Imporre al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo, il pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o latro titolo equivalente d’importo manifestamente eccessivo;
    7. Riconoscere al solo professionista e non anche al consumatore la facoltà di recedere dal contratto, nonché consentire al professionista di trattenere anche solo in parte la somma versata dal consumatore a titolo di corrispettivo per prestazioni non ancora adempiute, quando sia il professionista a recedere dal contratto;
    8. Consentire al professionista di recedere da contratti a tempo indeterminato senza un ragionevole preavviso, tranne nel caso di giusta causa;
    9. Stabilire un termine eccessivamente anticipato rispetto alla scadenza del contratto per comunicare la disdetta al fine di evitare la tacita proroga o rinnovazione;
    1. prevedere l’estensione dell’adesione del consumatore a clausole che non ha avuto la possibilità di conoscere prima della conclusione del contratto;
    2. consentire al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto, ovvero le caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire, senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso;
    3. stabilire che il prezzo dei beni o dei servizi sia determinato al momento della consegna o della prestazione;
    4. consentire al professionista di aumentare il prezzo del ben o del servizio senza che il consumatore possa recedere se il prezzo finale è eccessivamente elevato rispetto a quello originariamente convenuto;
    5. riservare al professionista il potere di accertare la conformità del bene venduto o del servizio prestato a quello previsto nel contratto o conferirgli il diritto esclusivo d’interpretare una clausola qualsiasi del contratto;
    6. limitare la responsabilità del professionista rispetto alle obbligazioni derivanti dai contratti stipulati in suo nome dai mandatari o subordinare l’adempimento delle suddette obbligazioni al rispetto di particolari formalità;
    7. limitare o escludere l’opponibilità dell’eccezione d’inadempimento da parte del consumatore;
    8. consentire al professionista di sostituire a sé o a un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, anche nel caso di preventivo consenso del consumatore, qualora risulti diminuita la tutela dei diritti di quest’ultimo;
    9. sancire a carico del consumatore decadenze, limitazioni della facoltà di opporre eccezioni, deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria, limitazioni all’adduzione di prove, inversioni o modificazioni dell’onere della prova, restrizioni alla libertà nei rapporti con terzi;
    10. stabilire come sede del foro competente sulle controversie località diverse da quella di residenza o domicilio elettivo del consumatore;
    11. prevedere l’alienazione di un diritto o l’assunzione di un obbligo come subordinati ad una condizione sospensiva dalla mera volontà del professionista a fronte di un obbligazione immediatamente efficace del consumatore. E’ fatto salvo il disposto dell’articolo 1355 del codice civile.
  3. Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di servizi finanziari a tempo indeterminato il professionista può, in deroga alle lettere h) e m) del comma 2:
    1. Recedere, qualora vi sia un giustificato motivo, senza preavvisando, dandone immediata comunicazione al consumatore
    2. Modificare, qualora sussista un giustificato motivo, le condizioni del contratto, preavvisando entro un congruo termine il consumatore, che ha diritto di recedere dal contratto.
  4. Se il contratto ha ad oggetto la prestazione di servizi finanziari il professionista può modificare, senza preavviso, sempreché vi sia un giustificato motivo in deroga alle lettere n) e o) del comma 2, il tasso di interesse o l’importo di qualunque altro onere relativo alla prestazione finanziaria originariamente convenuti, dandone immediata comunicazione al consumatore che ha diritto di recedere dal contratto.
  5. Le lettere h), m), n) e o) del comma 2 non si applicano ai contratti aventi per oggetto valori mobiliari, strumenti finanziari ed altri prodotti o servizi il cui prezzo è collegato alla fluttuazione di un corso e di un indice di borsa o di un tasso di mercato finanziario non controllato dal professionista, nonché la compravendita di valuta estera, di assegni di viaggio o di vaglia postali internazionali emessi in valuta estera.
  6. Le lettere n) e o) del comma 2 non si applicano alle clausole di indicizzazione dei prezzi, ove consentite dalla legge, a condizione che le modalità di variazione siano espressamente descritte.

Diritto di recesso in conformità al D.lgs 21/2014 Dir. 83/2011
Art 52

  1. Fatte salve le eccezioni di cui all'articolo 59, il  consumatore dispone di un periodo  di  quattordici  giorni  per  recedere  da  un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali  commerciali  senza dover fornire  alcuna  motivazione  e  senza  dover  sostenere  costi diversi da quelli previsti all'articolo 56, comma 2,  e  all'articolo 57.

Art 53
Non adempimento dell'obbligo d'informazione sul diritto di recesso

  1. Se in violazione dell'articolo  49,  comma  1,  lettera  h),  il professionista  non  fornisce  al  consumatore  le  informazioni  sul diritto di recesso, il periodo di recesso termina dodici mesi dopo la fine del periodo  di  recesso  iniziale,  come  determinato  a  norma dell'articolo 52, comma 2.
  2. Se il professionista fornisce al consumatore le informazioni  di cui al comma 1 entro dodici mesi dalla data di cui  all'articolo  52, comma 2, il periodo di recesso termina  quattordici  giorni  dopo  il giorno in cui il consumatore riceve le informazioni.

Art 54
Esercizio del diritto di recesso

  1. Prima della scadenza del  periodo  di  recesso,  il  consumatore informa il  professionista  della  sua decisione  di  esercitare  il diritto di recesso dal contratto. A tal fine il consumatore puo':
    1. utilizzare il modulo tipo di recesso di  cui  all'allegato  I, parte B; oppure
    2. presentare una qualsiasi altra dichiarazione  esplicita  della sua decisione di recedere dal contratto.
  2. Il consumatore ha esercitato il proprio diritto di recesso entro il periodo di recesso di cui all'articolo 52, comma 2, e all'articolo 53 se la comunicazione relativa all'esercizio del diritto di  recesso e' inviata dal  consumatore  prima  della  scadenza  del  periodo  di recesso.
  3. Il professionista, oltre alle possibilità di cui  al  comma  1, può  offrire  al  consumatore  l'opzione  di  compilare  e   inviare elettronicamente il modulo di recesso tipo riportato all'allegato  I, parte B, o una qualsiasi altra dichiarazione esplicita sul  sito  web del professionista. In tali casi  il  professionista  comunica  senza indugio al consumatore una conferma di ricevimento,  su  un  supporto durevole, del recesso esercitato.
  4. L'onere  della  prova  relativa  all'esercizio  del diritto  di recesso conformemente al presente articolo incombe sul consumatore.

Art 55
Effetti del recesso

  1. L'esercizio del diritto di recesso pone  termine  agli  obblighi delle parti:
    1. di eseguire il contratto a  distanza  o  negoziato  fuori  dei locali commerciali; oppure
    2. di concludere un contratto a distanza o  negoziato  fuori  dei locali commerciali nei casi in cui un'offerta  sia  stata  fatta  dal consumatore.

Art 56
Obblighi del professionista nel caso di recesso

  1. Il  professionista  rimborsa  tutti  i  pagamenti  ricevuti  dal consumatore, eventualmente comprensivi delle spese di consegna, senza indebito ritardo e comunque entro quattordici giorni  dal  giorno  in cui e' informato della decisione  del  consumatore  di  recedere  dal contratto ai sensi dell'articolo  54.  Il  professionista  esegue  il rimborso di cui al primo  periodo  utilizzando  lo  stesso  mezzo  di pagamento usato dal consumatore per la  transazione  iniziale,  salvo che il consumatore  abbia  espressamente  convenuto  altrimenti  e  a condizione  che  questi  non  debba  sostenere  alcun   costo   quale conseguenza del rimborso. Nell'ipotesi in cui il pagamento sia  stato effettuato per mezzo di effetti cambiari, qualora  questi  non  siano stati  ancora  presentati  all'incasso,  deve  procedersi  alla  loro restituzione. E' nulla qualsiasi clausola che preveda limitazioni  al rimborso  nei  confronti  del  consumatore  delle  somme  versate  in conseguenza dell'esercizio del diritto di recesso.
  2. Fatto salvo il comma  1,  il  professionista  non  e'  tenuto  a rimborsare i costi supplementari, qualora il consumatore abbia scelto espressamente un tipo di consegna diversa dal tipo  meno  costoso  di consegna offerto dal professionista.
  3. Salvo che il  professionista  abbia  offerto  di  ritirare  egli stesso  i  beni,  con  riguardo   ai   contratti   di   vendita,il professionista puo' trattenere il rimborso finche' non abbia ricevuto i beni oppure finche' il consumatore non  abbia  dimostrato  di  aver rispedito i beni, a seconda di  quale  situazione  si  verifichi  per prima.


Art 57
Obblighi del consumatore nel caso di recesso

  1. A meno che il professionista  abbia  offerto  di  ritirare  egli stesso i beni, il consumatore restituisce i beni  o  li  consegna  al professionista o a un terzo autorizzato dal professionista a ricevere i beni, senza indebito ritardo  e  in  ogni  caso  entro  quattordici giorni dalla data in cui  ha  comunicato  al  professionista  la  sua decisione di recedere dal contratto ai  sensi  dell'articolo  54.
  2.  Il termine e' rispettato se il consumatore rispedisce i beni prima della scadenza del periodo di quattordici giorni. Il  consumatore  sostiene solo il  costo  diretto  della  restituzione  dei  beni,  purche'  il professionista non abbia concordato di sostenerlo o abbia  omesso  di informare il consumatore che tale costo e' a carico del  consumatore.
    Nel caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali in cui i beni sono stati consegnati al domicilio del  consumatore  al  momento della conclusione del contratto, il professionista ritira  i  beni  a sue spese qualora  i  beni,  per  loro  natura,  non  possano  essere normalmente restituiti a mezzo posta.
  3. Il consumatore e' responsabile unicamente della diminuzione  del valore dei beni risultante da una manipolazione dei beni  diversa  da quella necessaria per stabilire la natura, le  caratteristiche  e  il funzionamento  dei  beni.  Il  consumatore  non  e'  in  alcun   caso responsabile  per  la  diminuzione  del  valore  dei   beni   se   il professionista ha omesso di informare il consumatore del suo  diritto di recesso a norma dell'articolo 49, comma 1, lettera h).
  4. Qualora un consumatore eserciti il diritto di recesso dopo  aver presentato una richiesta in conformita' dell'articolo 50, comma 3,  o dell'articolo 51, comma 8, il consumatore versa al professionista  un importo proporzionale a quanto e' stato fornito fino  al  momento  in cui il consumatore ha informato il professionista dell'esercizio  del diritto di recesso, rispetto a  tutte  le  prestazioni  previste  dal contratto. L'importo proporzionale che il consumatore deve pagare  al professionista e' calcolato sulla base del prezzo  totale  concordato nel  contratto.  Se  detto  prezzo  totale  e'  eccessivo,  l'importo proporzionale e' calcolato sulla base del valore di mercato di quanto e' stato fornito.
  5. Il consumatore non sostiene alcun costo per:
    1. la prestazione di servizi o  la  fornitura  di  acqua,  gas  o elettricita', quando non sono messi in vendita in un volume  limitato o in quantità determinata, o di teleriscaldamento,  in  tutto  o  in parte, durante il periodo di recesso quando:
      1. il professionista  ha  omesso  di  fornire  informazioni  in conformità all'articolo 49, comma 1, lettere h) ed l); oppure
      2. il  consumatore  non  ha  espressamente  chiesto   che   la prestazione iniziasse durante il periodo di  recesso  in  conformità all'articolo 50, comma 3, e dell'articolo 51, comma 8; oppure
    2. la fornitura, in tutto o in parte, del contenuto digitale  che non e' fornito su un supporto materiale quando:
      1. il consumatore non ha dato il suo previo  consenso  espresso circa l'inizio della prestazione prima  della  fine  del  periodo  di quattordici giorni di cui all'articolo 52;
      2. il consumatore non ha riconosciuto di perdere il diritto  di recesso quando ha espresso il suo consenso; oppure
      3. il  professionista  ha  omesso  di  fornire   la   conferma conformemente all'articolo 50, comma 2, o all'articolo 51, comma 7.
  6. Fatto salvo quanto previsto nell'articolo 56,  comma  2,  e  nel presente articolo, l'esercizio del diritto di  recesso  non  comporta alcuna responsabilità per il consumatore.

Art 58
Effetti dell'esercizio del diritto di recesso sui contratti accessori

  1. Fatto salvo quanto previsto dal decreto  legislativo  13  agosto 2010, n. 141, e successive modificazioni, in materia di contratti  di credito ai consumatori, se il consumatore esercita il suo diritto  di recesso da un contratto  a  distanza  o  concluso  fuori  dei  locali commerciali a norma degli articoli da 52 a  57,  eventuali  contratti accessori sono risolti di diritto, senza costi per il consumatore, ad eccezione  di  quelli  previsti  dall'articolo   56,   comma   2,   e dall'articolo 57.

Art 59
Eccezioni al diritto di recesso

  1. Il diritto di recesso di cui agli articoli da  52  a  58  per  i contratti a  distanza  e  i  contratti  negoziati  fuori  dei  locali commerciali e' escluso relativamente a:
    1. i contratti  di  servizi  dopo  la  completa  prestazione  del servizio se l'esecuzione  e'  iniziata  con  l'accordo  espresso  del consumatore e con l'accettazione della perdita del diritto di recesso a  seguito  della  piena  esecuzione  del  contratto  da  parte   del professionista;
    2. la fornitura di beni o servizi  il  cui  prezzo  e'  legato  a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non e'  in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo  di recesso;
    3. la fornitura di beni  confezionati  su  misura  o  chiaramente personalizzati;
    4. la fornitura di beni che rischiano di deteriorarsi  o  scadere rapidamente;
    5. la fornitura di beni sigillati che non si prestano  ad  essere restituiti per motivi  igienici  o  connessi  alla  protezione  della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
    6. la fornitura di beni che, dopo  la  consegna,  risultano,  per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni;
    7. la fornitura di bevande alcoliche, il  cui  prezzo  sia  stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita,  la cui consegna possa avvenire solo dopo trenta giorni e il  cui  valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono  essere controllate dal professionista;
    8. i contratti in cui il consumatore ha specificamente  richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell'effettuazione  di lavori urgenti di riparazione o manutenzione.  Se,  in  occasione  di tale visita,  il  professionista  fornisce  servizi  oltre  a  quelli
      specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi  di ricambio necessari per effettuare la manutenzione o  le  riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;
    9. la fornitura di registrazioni audio o  video  sigillate  o  di software  informatici  sigillati  che  sono  stati  aperti  dopo   la consegna;
    1. la fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;
    2. i contratti conclusi in occasione di un'asta pubblica;
    3. la  fornitura  di  alloggi  per  fini  non  residenziali,  il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i  servizi  riguardanti  le  attivita'  del  tempo  libero qualora il contratto preveda una data  o  un  periodo  di  esecuzione specifici;
    4. la fornitura di contenuto digitale mediante  un  supporto  non se l'esecuzione e'  iniziata  con  l'accordo  espresso  del consumatore e con la sua accettazione  del  fatto  che  in  tal  caso avrebbe perso il diritto di recesso.

Art 60
Ambito di applicazione

  1. Gli articoli 61 e 63 si applicano ai contratti di vendita. Detti articoli non si applicano ai contratti per la fornitura di acqua, gas o elettricità, quando  non  sono  messi  in  vendita  in  un  volume limitato o  in  quantità determinata,  di  teleriscaldamento  o  di contenuto digitale non fornito su un supporto materiale.
  2. Gli articoli 62, 64 e 65 si applicano ai contratti  di  vendita, ai contratti di servizio e ai contratti di fornitura di  acqua,  gas, elettricità, teleriscaldamento o contenuto digitale.

Art 61
Consegna

  1. Salva diversa pattuizione delle parti del contratto di  vendita, il professionista e' obbligato a consegnare  i  beni  al  consumatore senza ritardo ingiustificato e al  piu'  tardi  entro  trenta  giorni dalla data di conclusione del contratto.
  2. L'obbligazione   di   consegna   e'   adempiuta   mediante   il trasferimento della disponibilita' materiale o comunque del controllo dei beni al consumatore.
  3. Se il professionista non adempie  all'obbligo  di  consegna  dei beni entro il termine pattuito ovvero entro  il  termine  di  cui  al comma 1, il consumatore lo invita ad effettuare la consegna entro  un termine supplementare appropriato alle  circostanze.  Se  il  termine supplementare cosi' concesso scade senza che i beni gli  siano  stati consegnati, il consumatore e' legittimato a risolvere  il  contratto, salvo il diritto al risarcimento dei danni.
  4. Il  consumatore  non  e'  gravato  dall'onere  di  concedere  al professionista il termine supplementare di cui al comma 3 se:
    1. il professionista si e' espressamente rifiutato di  consegnare i beni, ovvero;
    2. se il  rispetto  del  termine  pattuito  dalle  parti  per  la consegna del bene deve considerarsi essenziale, tenuto conto di tutte le circostanze che hanno accompagnato la conclusione  del  contratto, ovvero;
    3. se il consumatore ha informato il professionista, prima  della conclusione del contratto, che  la  consegna  entro  o  ad  una  data determinata e' essenziale.
  5. Nei casi previsti dal comma 4, se non riceve in consegna il bene entro il termine pattuito  con  il  professionista  ovvero  entro  il termine di cui al comma 1, il consumatore e' legittimato a  risolvere immediatamente il contratto, salvo il  diritto  al  risarcimento  dei danni.
  6. Nel caso di risoluzione posta in essere dal consumatore a  norma dei commi 3 e 5, il professionista e'  tenuto  a rimborsargli  senza indebito ritardo tutte le somme versate in esecuzione del contratto.
  7. E' fatta salva la possibilita' per il consumatore di far  valere i diritti di cui al Capo XIV del Titolo II del Libro  IV  del  codice civile.

Art 63
Passaggio del rischio

  1. Nei contratti che pongono a carico del professionista  l'obbligo di provvedere alla spedizione dei beni il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni, per causa non imputabile  al  venditore,  si trasferisce al consumatore soltanto nel momento in cui  quest'ultimo, o  un  terzo  da  lui  designato  e  diverso   dal   vettore,   entra materialmente in possesso dei beni.
  2. Tuttavia, il rischio si  trasferisce  al  consumatore  già  nel momento della consegna del bene al vettore qualora quest'ultimo  sia stato scelto dal consumatore e tale scelta non sia stata proposta dal professionista, fatti salvi i diritti del consumatore  nei  confronti del vettore.

Ambito di applicazione e definizioni Art 128

  1. Il presente capo disciplina taluni aspetti dei contratti di vendita e delle garanzie concernenti i beni di consumo. A tali fini ai contratti di vendita sono equiparati i contratti di permuta e di somministrazione nonché quelli di appalto, di opera e tutti gli altri contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre.
  2. Ai fini del presente capo si intende per:
    1. Beni di consumo: qualsiasi bene mobile, anche da assemblare, tranne:
      1. I beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalità dalle autorità giudiziarie, anche mediante delega ai notai;
      2. L’acqua e il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantità determinata;
      3. L’energia elettrica;
    2. venditore: qualsiasi persona fisica o giuridica pubblica o privata che, nell’esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, utilizza i contratti di cui al comma 1;
    3. garanzia convenzionale ulteriore: qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore, assunto nei confronti di un consumatore senza costi supplementari, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene di consumo, qualora esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità;
    4. riparazione: nel caso di difetto di conformità, il ripristino del bene di consumo per renderlo conforme al contratto di vendita.
  3. Le disposizioni del presente capo si applicano alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del tempo e del pregresso utilizzo, limitatamente ai difetti non derivanti dall’uso normale della cosa.

Contratti di Conformità Art 129

  1. il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita.
  2. Si presume che i beni di consumo siano conformi se, ove pertinenti, coesistono le seguenti circostanze:
    1. sono idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;
    2. sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello;
    3. presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull’etichettatura;
    4. sono altresì idonei all’uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.
  3. Non vi è difetto di conformità se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto non poteva ignorarlo con l’ordinaria diligenza o se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore.
  4. il venditore non è vincolato dalle dichiarazioni pubbliche di cui al comma 2, lettera C), quando, in via anche alternativa, dimostra che;
    1. non era a conoscenza della dichiarazione e non poteva conoscerla con l’ordinaria diligenza;
    2. la dichiarazione è stata adeguatamente corretta entro il momento della conclusione del contratto in modo da essere conoscibile al consumatore;
    3. la decisione di acquistare il bene di consumo non è stata influenzata dalla dichiarazione
  5. Il difetto di conformità che deriva dall’imperfetta installazione del bene di consumo è equiparato al difetto di conformità del bene quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita ed è stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità. Tale equiparazione si applica anche nel caso in cui il prodotto, concepito per essere installato dal consumatore, sia da questo installato in modo non corretto a causa di una carenza di istruzioni di installazione.

Diritti del consumatore (garanzia legale di conformità) Art 130

  1. Il venditore è responsabile nei confronti di un consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene.
  2. In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, a norma dei commi 3, 4, 5 e 6, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto, conformemente ai commi 7, 8 e 9.
  3. Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro.
  4. Ai fini di cui al comma 3 è da considerarsi eccessivamente oneroso uno dei due rimedi se impone al venditore spese irragionevoli in confronto all’altro, tenuto conto:
    1. del valore che il bene avrebbe se non vi fosse il difetto di conformità,
    2. dell’entità del difetto di conformità;
    3. dell’eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
  5. Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale ha acquistato il bene.
  6. Le spese di cui a commi 2 e 3 si riferiscono ai costi indispensabili per rendere conformi i beni, in particolar modo con riferimento alle spese effettuate per la spedizione, per la manodopera e per i materiali.
  7. Il consumatore può richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti situazioni;
    1. la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;
    2. il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro un termine congruo di cui al comma 5;
    3. la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore;
  8. Nel determinare l’importo della riduzione o la somma da restituire si tiene conto dell’uso del bene.
  9. Dopo la denuncia del difetto di conformità, il venditore può offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i seguenti effetti:
    1. qualora il consumatore abbia già richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma 5, salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto;
    2. qualora il consumatore non abbia già richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo.
  10. Un difetto di Conformità di lieve entità per il quale non è stato possibile o è eccessivamente oneroso esperire i rimedi della riparazione o della sostituzione, non da diritto alla risoluzione del contratto.

Termini Art 132

  1. Il venditore è responsabile, a norma dell’articolo 130, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene.
  2. Il consumatore decade dai diritti previsti dall’articolo 130 se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o lo ha occultato.
  3. Salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero già a tale data, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità.
  4. L’azione diretta a far valere i difetti non occultati dal venditore si prescrive in ogni caso, nel termine di ventisei mesi dalla consegna del bene; il consumatore, che sia convenuto per l’esecuzione del contratto, può tuttavia far valere sempre i diritti di cui all’articolo 130, comma 2, purché il difetto si conformità sia stato denunciato entro due mesi dalla scoperta e prima della scadenza del termine di cui al periodo precedente.

Garanzie Convenzionali ulteriori Art 133

  1. La garanzia convenzionale vincola chi la offre secondo le modalità indicate nella dichiarazione di garanzia medesima o nella relativa pubblicità.
  2. La garanzia deve, a cura di chi la offre, almeno indicare:
    1. la specificazione che il consumatore è titolare dei diritti previsti dal presente paragrafo e che la garanzia medesima lascia impregiudicati tali diritti;
    2. in modo chiaro e comprensibile l’oggetto della garanzia e gli elementi essenziali necessari per farla valere, compresi la durata e l’estensione territoriale della garanzia, nonché il nome o la ditta e il domicilio o la sede di chi la offre
  3. A richiesta del consumatore, la garanzia deve essere disponibile per iscritto o su altro supporto duraturo a lui accessibile.
  4. La garanzia deve essere redatta in lingua italiana con caratteri non meno evidenti di quelli di eventuali altre lingue.
  5. Una garanzia non rispondente ai requisiti di cui ai commi 2, 3 e 4, rimane comunque valida e il consumatore può continuare ad avvalersene ed esigerne l’applicazione.

Carattere imperativo delle disposizioni Art 134

  1. E’ nullo ogni patto, anteriore alla comunicazione al venditore del difetto di conformità, volto ad escludere o limitare, anche indiretto, i diritti riconosciuti dal presente paragrafo. La nullità può essere fatta valere dal consumatore e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.
  2. Nel caso di beni usati, le parti possono limitare la durata della responsabilità di cui all’articolo 132 comma primo, ad un periodo di tempo comunque non inferiore ad un anno.
  3. E’ nulla ogni clausola contrattuale che, prevedendo l’applicabilità al contratto di una legislazione di un Paese extracomunitario, abbia l’effetto di privare il consumatore della protezione assicurata dal presente paragrafo, laddove il contratto presenti uno stretto collegamento con il territorio di uno stato membro dell’Unione europea.
Marca
Categoria
Ricerca avanzata
Ricerca prezzo
Condividi con