Privacy Policy Caparra confirmatoria - Consigli al Dealer per non perderla
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Caparra confirmatoria, perché il Dealer auto deve restituirla?

E’ obbligato a restituire €. 3.000 (caparra) a causa del contratto!

Perdere la caparra confirmatoria e la vendita di un’auto da 70.000 euro non è mai una buona notizia, se inoltre il Dealer scopre di essere inadempiente a causa del proprio contratto, è ancora più doloroso.

Dopo aver letto il titolo di starai chiedendo dove ha sbagliato il Dealer?

In realtà non ha fatto nulla di proposito, se non quello di aver utilizzato un contratto indifendibile per vendere un’auto nuova a un consumatore.

Chi aveva predisposto il contratto?

Una società di garanzie, con un’impostazione delle condizioni generali e frontespizio tecnicamente / legalmente complicate e indifendibili.

Ciò leggerai è alla base del 90% dei casi nei quali il Dealer si trova responsabile= venditore finale, commettendo di fatto 3 errori!

  1. non essersi rivolto a un Avvocato per far predisporre la modulistica, rivolgendosi invece a fornitori che probabilmente non avevano competenze in materia legale (è come se per un dolore al ginocchio, mi rivolgo al dentista o a un cardiologo)
  2. non avere costruito le adeguate competenze all’interno dell’azienda, e formare i venditori sulle basi minime contrattuali (un Dealer entra inevitabilmente nel campo legale in quanto per vendere utilizza un contratto)
  3. dare per scontato la validità delle clausole contrattuali, semplicemente perché il cliente le ha firmate (per essere valide e applicabili devono rispettare i requisiti codicistici)

Fondamentalmente sono queste le 3 cause che hanno generato la perdita della vendita e la restituzione della caparra confirmatoria!

caparra confirmatoria

Non perdiamo altro tempo e andiamo subito a vedere i dettagli per capire cos’è accaduto.

Solo per dare una connotazione all’auto venduta, si tratta di un veicolo con valore contrattuale di 70.000 euro, quindi segmento Premium, tuttavia a prescindere dalla categoria la questione si basa sul contratto di vendita!

Vettura è stata venduta ad Aprile 2020 appena dopo il Lock down causato dal decreto ministeriale DPCM Covid19.

Come anticipato, la documentazione impiegata dal Dealer per vendere l’auto, è stata fornita da una società di garanzie convenzionali (nonostante si sia spacciata per garanzia legale, condizione che può offrire solo il venditore).

Com’era fatto il contratto fornito al venditore

Il documento è composto da 4 pagine così organizzate:

A) una pagina frontespizio

B) 2 pagine per le condizioni generali

C) 1 pagina finale per la privacy (abrogata in quanto richiama la vecchia riforma del 2003)

Partiamo con quella più facile, il punto C la Privacy.

Non adeguarsi alla direttiva europea GDPR UE2016/679 a distanza da oltre 2 anni dal recepimento della normativa espone questa azienda ad una sanzione amministrativa pari alla base di partenza minima di euro 20.000.

Oltre a ricevere l’obbligo di adeguarsi in tempi stretti (non conviene farlo in tempo risparmiando €. 20.000?).

Frontespizio A

Tanto per cominciare, il documento non è il linea con i requisiti previsti dal Codice Civile Artt. 1341 e 1342, ovvero tutte le parti (dealer e cliente) firmano sullo stesso documento.

A seguire una serie di impostazioni in contrasto sia con il codice civile sia con il codice del consumo, manuali normativi che dettano regole precise su quali siano i requisiti obbligatori che un contratto deve avere.

Tra le più eclatanti, possiamo citare i campi legati (se si tratta di consumatore) la data di consegna e le relative formule

Condizioni generali B

Qui c’è l’imbarazzo della scelta, in quanto oltre ad essere citate delle formule completamente inapplicabili nel settore auto, ci sono delle impostazioni che non possono essere applicate per legge (una tra tutte riguarda il foro competente).

In generale l’impostazione prevede da un lato la citazione degli articoli del codice civile e codice del consumo, ma dall’altro di fatto, leggendone il contenuto sono in pieno contrasto con gli articoli stessi.

Perché il Dealer ha dovuto restituire la caparra?

Il venditore era in ritardo con la consegna dell’auto nuova, questo va detto, ma c’è di più.

Nonostante i numerosi tentativi, messi in atto dall’Avvocato della concessionaria, per trattenere la capara e cercare di consegnare l’auto, il cliente ha preteso e ottenuto la resituzione nel giro di qualche giorno.

Come ha fatto il consumatore a pretendere la caparra restituita

Tuttavia cio che il consumatore, ha da un lato applicato ciò che il codice civile caparra confirmatoria prevede, concedendo però uno sconto al venditore, ovverossia quello di non chiedere la restituzione del doppio della caparra, limitandosi a pretendere la somma versata.

Ha inoltre contestato al Dealer tutti gli strafalcioni inseriti nel contratto di vendita auto, (condizioni difficili da difendere) azione facile da adottare in quanto gli rticoli di legge non lasciano scampo, demolendone il contratto e quindi la tutela del Dealer.

E’ un brutto epilogo, ciononostante le caparre confirmatorie possono nascondere molte insidie.

Va anche ricordato che il Dealer in questione, ora ha l’opportunità di capire che i documenti utilizzati necessitano di una revisione da parte di professionisti.

Certo poteva accorgersene prima, ma nella nostra attività di consulenze legali, svolgiamo numerosi Check up che hanno l’obiettivo di analizzare la documentazione e l’impostazione adottata dal Dealer auto.

Nel 95% dei casi facciamo presente che i documenti non sono adeguati in quanto abbiamo riscontrato delle anomalie.

Richiedi un Check up scopri come 0364-182 01 27