Privacy Policy Estensioni di garanzia - paga tutto il Dealer | Quintaruota
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Si è avverato l’epilogo che sostenevamo da anni sulla Garanzia

Il cliente denuncia la società di garanzia convenzionale attivata come estensione

Il giudice obbliga la concessionaria auto a risarcire tutti

Una sentenza che fa giurisprudenza, la storia sulla garanzia e le estensioni, servizi tanto cari ai Dealers

In questo articolo tratteremo l’argomento sotto il profilo giuridico della questione, ovverossia su ciò che prevede la legge in termini di “rischio e responsabilità” tra Dealer e cliente.

Scopri i dettagli della sentenza, continua a leggere.

Una sentenza incredibile che conferma quanto sostenuto e comunicato da Quintaruota per anni, ovvero;

Offrire una garanzia convenzionale o estensione sulla vendita delle auto, è da intendersi come un “ulteriore impegno” del Dealer nei confronti del cliente, non una “manleva” sulle responsabilità.

Ciò sta a significare che sarà sempre il concessionario o il rivenditore auto a risponderne davanti alla legge.

garanzia

Anche se fai parte di una di queste tipologie di Dealers:

  • far desistere i clienti applicando la tecnica del rinvio investendo sullo sfinimento
  • credere che i clienti non sappiano nulla e quindi poterli gestire
  • pensi che i tempi della giurisprudenza italiana siano lunghi (oltre 10 anni) e la legge è da interpretare

Questo articolo sia di interesse per tutti i Dealers auto

Alcuni dettagli

  • La sentenza mi è stata fornita dalla parte che “soccombe” cioè il Dealer, il quale ai tempi dell’accaduto non era ancora cliente Quintaruota.
  • Per dovere di cronaca, il numero di sentenza del dispositivo depositato dal Giudice di Pace, verrà pubblicato a tempo debito in quanto vanno rispettati i tempi previsti per legge.
  • (una delle parti potrebbe fare opposizione).
  • Data deposito dispositivo di sentenza in cancelleria il 11.08.2021 tribunale di Ferrara (FR) rito ordinario
  • L’auto in questione è una Opel Meriva nuova, con prima immatricolazione maggio 2012
  • Il contratto di estensione di garanzia era stato attivato con decorrenza 31.05.2014 con validità 2 anni
  • Inizio vertenza tra la cliente e la società di garanzie Novembre 2015
  • La tipologia dell’argomento legale tra parte “Attrice e parti convenute”, corrisponde alla materia di risarcimento del danno di competenza al giudice di Pace

I fatti

Nel maggio 2012 una cliente, in qualità di consumatore acquista una Opel Meriva nuova presso una concessionaria ufficiale.

Come accade spesso, le concessionarie (e non solo) propongono ai clienti il servizio di estensione della garanzia, servizio che si attiverà due anni dopo ovverossia il 31.05.2014.

Fino a qui tutto ok no? Dov’è il problema? La garanzia convenzionale si attiverà a garanzia legale scaduta e quindi, il Dealer sarà fuori da tutte le responsabilità (pensano molti)!

E poi, laddove dovesse presentarsi un difetto, che problema c’è? La società di garanzia si occuperà di pagare il ripristino!

Per ironia della sorte, a novembre 2015 a causa della rottura della pompa dell’acqua l’auto subisce un danno alla testata, per una somma preventivata di euro 2.426,80 compreso Iva.

La nota società di garanzia che gestisce in nome e per conto del venditore l’estensione di garanzia, respinge la copertura del danno.

A questo punto la cliente, a seguito del diniego, nonostante l’auto e il servizio siano stati venduti dal concessionario, cita in giudizio come parte “attrice” la convenuta ovvero, la società di garanzia.

Durante le udienze, la difesa messa in atto dall’Avvocato della società della garanzia, manifesta il proprio dissenso, confermando il rifiuto a risarcire la parte “attrice” in quanto ritiene fondata l’eccezione di carenza di legittimazione passiva.

In italiano, significa che la società di garanzia, oltre a lasciare impregiudicati i diritti del consumatore, non ha alcun rapporto contrattuale con la cliente titolare dell’auto (il servizio lo ha venduto il Dealer).

Quindi per tale motivo, non può esserne responsabile. Sembra una follia? Può essere, ma la normativa e le condizioni generali della garanzia, recitano proprio così!

Si avete letto bene, l’Avvocato non disquisisce sulla copertura o meno del componente o sul fatto che la cliente non abbia tempestivamente fermato l’auto.

L’Avvocato investe tutto (giustamente) sulla giurisprudenza, ovvero non c’è alcun legame tra “Attrice” (la cliente) e la “convenuta” (la società di garanzia).

Nella fase istruttoria, il Giudice riconosce che il componente “pompa dell’acqua” è presente nel capitolato dei componenti in garanzia, tuttavia accetta quanto proposto dal legale della società di garanzia.

Escludendo di fatto la società di servizi di garanzia dalla vicenda … a questo punto il Dealer è da solo!

Giunti a questo punto, l’Avvocato che difende la titolare dell’auto, ha due strade:

  1. mollare il colpo, per i motivi sopra citati
  2. tecnicamente si chiama chiamata in causa del terzo ovvero, la titolare dell’auto cita in giudizio la concessionaria che aveva venduto l’auto e il servizio di estensione di garanzia.

Dal canto suo il Giudice di Pace, accetta l’atto di citazione della parte Attrice (la titolare dell’auto) nei confronti della concessionaria (convenuta).

La difesa della concessionaria

Costituita in giudizio, la concessionaria tramite il proprio Avvocato chiede al Giudice di ritenere “infondata” l’eccezione di nullità dell’atto di citazione, richiamando l’attenzione sulla società di garanzie convenzionali.

Richiesta che il Giudice respinge, confermando l’illegittimità della chiamata in causa della convenuta società di garanzie ulteriori.

Conclusione del Giudice di Pace

Dalle fasi istruttorie, si escludono negligenze o comportamenti impropri che possano esser attribuiti all’utilizzatore, limitatamente ai danni relativi alla rottura della pompa e a quelli strettamente connessi con detta rottura.

Tradotto dal linguaggio legalese, il Giudice esclude che la rottura della pompa dell’acqua si possa attribuire ad una responsabilità dell’utilizzatore dell’auto.

Per tale motivo il Giudice condanna:

la concessionaria perché aveva venduto l’auto e l’estensione di garanzia, a risarcire la cliente (parte Attrice) con una somma di euro 1.380,50 relativa alla rottura della pompa dell’acqua.

L’azienda venditrice soccombe, risarcendo la titolare dell’auto (Attrice) metà delle spese di lite, pari a euro 1.205,00 oltre al compenso professionale pari a euro 135,83.

Oltre alle spese generali art. 2 D.M. n. 55/2014.

Inoltre, e qui arriva il bello, il Giudice condanna la concessionaria ufficiale a soccombere, obbligando a risarcire la metà delle spese di lite pari a euro 1.205,00 alla società di garanzie convenzionali.

Oltre alle spese generali art. 2 D.M. n. 55/2014.

Si tiene conto della clausola n. 14 del contratto di prestazione del servizio di attenzione al cliente, il quale esclude qualsiasi responsabilità di parte convenuta.

Si si avete letto bene! Il Dealer è stato condannato a risarcire anche la metà delle spese di lite al proprio fornitore, la società di garanzie convenzionali / estensione, in quanto non ha alcuna responsabilità.

Il Dealer oltre a dover pagare il proprio Avvocato, deve sostenere una spesa risarcitoria pari a euro 3.926,33 oltre alle spese generali art. 2 D.M. n. 55/2014.

Da notare che il Giudice non ha parlato di percentuali da applicare al costo del componente o atteggiamenti simili, proprio perché la legge esclude questo tipo di modus operandi.

check up

Su questo tema, con i Dealers ci siamo confrontati per anni, cercando di fare chiarezza sui confini delle responsabilità del Dealer.

Alcuni rivenditori ascoltavano con l’intento di capire e confrontarsi, altri (anche pubblicamente sui Social) giudicavano ciò che sostenevamo come se fossimo dei ciarlatani …

Mi piacerebbe avere il loro parere anche su questa sentenza, che pubblicheremo appena i termini lo consentiranno, chissà se daranno del ciarlatano anche al Giudice di Pace …

Cosa potrebbe fare un Dealer per evitare situazioni simili?

Ricordare che la responsabilità è sempre del venditore, pertanto dovrà gestire ogni problematica con i clienti con un approccio tecnico / legale / commerciale (Quintaruota può offrire un enorme supporto).

Per i più scettici, spero che questa vicenda possa far capire (piaccia o no), che in Italia le direttive sono scritte da legislatori europei;

A seguire, sono i legislatori italiani e recepire tali direttive e redigere le norme, non le associazioni di consumatori e o altri soggetti esterni ai legislatori.

Per comodità allego anche ciò che è pubblicato sul Mise Collegamento mise https://www.mise.gov.it/index.php/it/mercato-e-consumatori/tutela-del-consumatore/diritti-del-consumatore/garanzia-commerciale

Infine oltre ad invitarvi a commentare questo articolo, i Dealers possono tenere presente che le soluzioni ci sono, vanno cercate nel posto giusto!

Cosa può fare il Dealer

  • Confrontarsi con Avvocati e cercare fornitori che possano fornire servizi in linea con le norme
  • Non soffermarsi alle apparenze o alla notorietà del fornitore … stiamo parlando di responsabilità non di Marketing
  • Cercare fornitori che abbiano comprovate competenze legali (e che quanto offerto dai servizi si possa confrontare con un Avvocato di fiducia del Dealer)

Cosa deve evitare il Dealer

  • Copiare ciò che fa il collega
  • Abitudini vecchie o comode (ho sempre fatto così)
  • Distinguere le normative dai servizi, a vantaggio della propria azienda.

Spero che questa brutta vicenda possa aiutare i Dealers a valutare attentamente cosa significa tutelarsi e contenere i costi.

Fammi sapere cosa ne pensi ok?