Pratiche commerciali scorrette Dealer auto

Siti web, pagine Facebook, portali di annunci online

Tutti i venditori propongono la vendita di auto usate, nuove, Km 0 ai potenziali clienti.

Quali sono le linee guida che deve seguire il Dealer auto per evitare di commettere una pratiche commerciali scorrette?

Vediamo qualche suggerimento

Un Dealer può commettere pratiche commerciali scorrette molto facilmente.

L’argomento potrebbe sembrare di poco conto, in realtà racchiude un insieme di azioni quotidiane che ogni Dealer mette in atto nella propria attività di vendita.

Vendere auto comporta inevitabilmente fare pubblicità online.

Tipicamente studiate per attirare l’attenzione del cliente, possono avere più o meno successo.

Dipende dalla loro impostazione e dai contenuti dell’offerta pubblicati oltre alle relative informazioni.

E’ proprio questo il punto, in quale modo il cliente ha accesso alle informazioni, la loro quantità e chiarezza.

Per un Dealer fare pubblicità ingannevole omettendo le informazioni obbligatorie risultando aggressivo è un rischio corrente.

In generale le linee guida che il venditore può seguire per evitare contenziosi, sanzioni o litigi con i clienti, sono dettate dal Codice del Consumo.

Sono previste dal titolo III Pratiche commerciali pubblicità e altre comunicazioni commerciali previste dal codice del consumo o cdc.

Il principio va applicato sia alla vendita di auto nuove sia alla vendita di auto usate, (si possono applicare a tutti i prodotti beni e servizi).

Tecnicamente sono tutte le azioni, omissioni condotte o dichiarazioni, comunicazioni commerciali e la pubblicità.

Compresa la consegna e la commercializzazione dell’auto effettuata dal Dealer verso i consumatori.

Praticamente qualsiasi azione che un Dealer mette in atto per pubblicare, pubblicizzare, vendere e consegnare le auto ai consumatori.

Cos’è una pratica commerciale scorretta

E’ la pubblicità che il Dealer imposta sui portali di annunci, sui social network e sul proprio sito web.

Oppure presso la concessionaria, con l’obiettivo di falsare il comportamento o la decisione dei consumatori.

Esempio:

Il Dealer [A] pubblica un annuncio e la relativa pubblicità in concessionaria.

L’auto proposta è una Volkswagen Passat (marca, modello e allestimento non sono legati ad alcuna responsabilità e o fatti accaduti nel presente articolo) 1.6 tdi, Km 0 immatricolata a marzo 2017 ad un prezzo di 24.400.

L’auto viene proposta facendo intendere che sia in pronta consegna, con allestimento Comfortline BMT Navy con un precedente intestatario e la garanzia ufficiale Volkswagen. (leggi anche articolo correlato)

Dopo il lead il potenziale cliente si reca dal rivenditore e si accorge che la Volkswagen Passat in realtà:

oltre a non essere in pronta consegna, nonostante l’allestimento sia corretto il prezzo non lo è.

Ai 24.400 euro vanno aggiunti altri 590 euro (per gli accessori) e al cliente viene fatto intendere la garanzia Volkswagen sia l’unica esistente. (leggi articolo correlato).

Norme pratiche commerciali scorrette

Pubblicare un annuncio o una pubblicità come l’esempio del Dealer [A], significa mettere in atto delle pratiche commerciali scorrette.

Si rischia un contenzioso o l’intervento dell’Antitrust.

Per ritenere se una pratica commerciale è scorretta, l’AGCM  tiene conto anche dei tempi e delle restrizioni imposte dal mezzo pubblicitario impiegato.

Come evitare una pratica commerciale scorretta

Fondamentalmente il Dealer auto deve fare attenzione a ciò che fa prima, durante e dopo la vendita di un’auto venduta a consumatori.

Il cdc gestisce tali regole descritte dagli Art.. 18 al 26.

Il Dealer A, avrebbe dovuto proporre la Volkswagen Passat comprensiva di tutti i costi (tranne le imposte per il passaggio di proprietà).

Ovvero proponendo l’auto al prezzo di 24.990 euro al posto di 24.400 euro, oltre ad altri aspetti legati alla compilazione del contratto. (vedi servizi per il Dealer)

Spero che questo articolo sia utile al Dealer e ai rivenditori di auto, lascia i tuoi commenti e le tue impressioni

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